L'essere umano ha bisogno di una connessione cosmica; per "connessione" intendo non una qualsiasi forma di consapevolezza del mondo circostante, ma un'esperienza intensa di gioia, significato e ispirazione. La mia ipotesi è che il desiderio di questa connessione sia una costante umana, percepita dalle persone in tutte le epoche e fasi della storia.
Charles Taylor, Cosmic Connections (2024)
Connessione e risonanza
La vita della comunità non si esaurisce dopo il culto domenicale, né con l’incontro di preghiera del mercoledì o con il gruppo di lettura del giovedì.
Ogni giorno coltiviamo “connessioni”, cioè relazioni reciproche e reciprocanti di amicizia e comunione tramite incontri e momenti dedicati a giovani, donne, coppie e famiglie, con percorsi prematrimoniali e matrimoniali, gruppi di lettura, gruppi di studio biblico e spazi di crescita spirituale. Queste proposte nascono dal desiderio di offrire spazi autentici in cui sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati nel proprio cammino.
In questa modalità di “risonanza”, il soggetto percepisce il mondo come “rispondente”. La “connessione” qui è di natura e significato intrinseci, non causali e strumentali, ma costitutivi. In questa modalità, il soggetto è capace di “appropriarsi” del mondo in un modo che trasforma l’essenza del sé attraverso la “connessione”. La modalità di risonanza può essere definita come una modalità in cui il sé è mosso, toccato, “destinato a essere” o “convocato”; tuttavia, si sente anche capace di tendere la mano e toccare o muovere il mondo esterno”. (Hartmut Rosa, Resonance, 2019).
GLI EVENTI
Eventi che uniscono
Durante l’anno organizziamo eventi pensati per ritrovarsi e vivere la comunità. Per esempio, cerchiamo di coltivare la pratica della convivialità condividendo dei pasti comuni, in occasione dei quali invitiamo familiari, amici e conoscenti. Difatti, la cultura della “mensa condivisa” non è mai fine a se stessa, come se mangiare e bere fosse tutto. Si tratta, piuttosto, di dedicare del tempo alla conoscenza reciproca e allo scambio di doni, coltivando il senso di appartenenza, di identità e di comunità.
A questo riguardo, in tutta la Bibbia l’esperienza straordinaria della vita divina si realizza nella comunione ordinaria di un pasto condiviso. Secondo la spiritualità biblica, la vita umana quotidiana e ordinaria è in continuità con l’esperienza straordinaria della comunione con Dio. Pertanto, nell’atto del mangiare sperimentiamo il sacro e pur vivendo ancora nel tempo anticipiamo già l’eterno. E d’altronde, anche il Signore Gesù, dopo la risurrezione, la prima cosa che disse ai suoi discepoli smarriti e confusi fu proprio: “Su – venite a mangiare”.
“Giovanni Diodati (1576-1649) e l’autorità della sola Scrittura”
“L’abolizione dell’uomo” & “Qohelet”
ogni giovedì