Radici storiche,
sguardo contemporaneo

Diversamente dalla Chiesa Cattolico-Romana, per la quale l’autorità finale in materia di fede e condotta è il magistero della Chiesa Romana stessa, ancora sicura dell’ “infallibilità papale”, per la Chiesa della Trinità di Perugia l’autorità prima e ultima è solo quella della Sacra Scrittura. Riconosciamo nei 66 libri dell’Antico e del Nuovo Testamento la Parola di Dio, fonte di verità, orientamento e speranza per la fede e per la vita cristiana. 

La Chiesa della Trinità è quindi radicata nella Sacra Scrittura, in continuità con gli antichi simboli della fede, e si identifica pienamente nelle confessioni e nei catechismi riformati e presbiteriani della Riforma Protestante.

ANTICHI SIMBOLI

Gli antichi simboli “cattolici”,
cioè universali

La nostra è una chiesa cristiana storica che confessa gli antichi simboli di fede cattolici (cioè “universali”): il Simbolo Apostolico, il Simbolo di Nicea, il Simbolo Atanasiano e il Credo di Calcedonia, che affermano le dottrine bibliche della Trinità, della divinità del Signore Gesù Cristo e dello Spirito creatore.

La catechesi e l’adorazione di Dio in famiglia

La “catechesi” è parte integrante delle nostre attività. Ogni domenica mattina, dopo il Servizio Divino c’è una pausa di circa 15 minuti, dopodiché si svolge la catechesi, che consiste nell’istruire a viva voce tramite un “catechismo”, ossia tramite una serie di lezioni in forma di dialogo. Inoltre, pratichiamo la catechesi anche nelle case private, per aiutare coloro che vogliono impegnarsi in un cammino spirituale unendosi alla nostra chiesa divenendone membri effettivi.

Oltre alla catechesi in chiesa e in famiglia, la tradizione presbiteriana e riformata ha da sempre incoraggiato la pratica del culto familiare. In un momento storico in cui le relazioni sono liquide, in cui siamo “insieme ma soli” e ci troviamo costretti a inventarci forme di “intimità artificiale”, l’adorazione di Dio in famiglia è un potente esercizio spirituale che fa un gran bene all’anima e promuove la condivisione e la reciprocità.

Richiedi una copia in “omaggio” del libretto “I doveri dei genitori” di John Charles Ryle

Le confessioni riformate e presbiteriane

In quanto chiesa protestante riformata e presbiteriana, la nostra identità spirituale è delineata nei cosiddetti “Canoni di Westminster” (1643-1646) e, secondariamente, nelle “Tre formule di unità”, cioè la “Confessione di fede belga” (1561), il “Catechismo di Heidelberg” (1563) e i “Canoni di Dort” (1619). Crediamo che queste confessioni riassumano al meglio l’insegnamento delle Sacre Scritture.

Il Catechismo Minore è caratterizzato dalla facilità con cui permette la memorizzazione. Composto da 107 domande e risposte, nella prima parte spiega ciò che si deve credere su Dio e sulla creatura umana in relazione a Dio, e nella seconda parte come ogni persona è chiamata a vivere al cospetto di Dio: Ecco il sommario del contenuto:

  • Dio come creatore (1-12)
  • il peccato originale e le sue conseguenze (13-20)
  • Cristo redentore e i benefici che derivano dalla sua opera salvifica (21-38)
  • esposizione del Decalogo (39-84)
  • i sacramenti del Battesimo e della Santa Cena (85-97)
  • il Padre Nostro (98-107)

La famosa prima domanda del Catechismo “Qual è lo scopo primario dell’uomo?” e la relativa risposta “Lo scopo primario dell’uomo è glorificare Dio e gioire in lui per sempre” descrive – nelle parole di Benjamin B. Warfield – “l’intera concezione riformata sul significato della vita umana” secondo la quale “l’uomo esiste non solo affinché Dio sia glorificato in lui, ma anche perché egli stesso possa dilettarsi in questo Dio glorioso”.

Il Catechismo di Heidelberg è uno dei testi più significativi della tradizione riformata europea. È conosciuto soprattutto per il suo tono pastorale, capace di parlare al cuore oltre che alla mente. Attraverso domande e risposte, accompagna il credente nella conoscenza di Dio, della grazia di Cristo e della vita cristiana vissuta con gratitudine e consolazione.

Il Catechismo di Heidelberg è conosciuto come “il libro del conforto”, perché mira ad aiutarci a trovare il vero conforto che non passa. La traiettoria del Catechismo è tratteggiata dalla risposta alla prima domanda: 

Qual è il tuo unico conforto in vita e in morte? Che io, con il corpo e con l’anima, sia in vita sia in morte, non sono mio ma appartengo al mio fedele Salvatore Gesù Cristo, il quale, con il suo prezioso sangue, ha dato piena soddisfazione per tutti i miei peccati, mi ha liberato da ogni potere del diavolo e mi preserva…